Borgata del Trullo

onolatria cristiana
onolatria cristiana

La borgata del Trullo prende il suo nome da un antico sepolcro Romano situato sulla riva destra del fiume tevere, lungo la antica via Campana che collegava l'attuale porta Portese al mare.

Trullo o Turlone per la sua forma, fù realizzato su una base quadrata sormontato da una cella circolare alta circa 5 metri, coperto da una cupola schiacciata.

Le fondazioni furono realizzate seguendo le  tecniche romane a sacco utilizzando detriti calce e tufo.

All'interno vi erano sette grandi nicchie utilizzate per custodire piccoli vasi e urne.

Il sepolcro deve essere stato proprieta' di una ricca famiglia romana date le sue dimensioni.  Il territorio del trullo era attraversato da un piccolo fiumiciattolo di nome foga l'asino questo era in secca durante l'estate e in piena durante le stagioni delle pioggie.

Il nome foga l'asino secondo lo studioso Nispi landi è da attribuirsi alle crocifissioni dei primi cristiani onolatri, che venivano ritratti con la testa d'asino, mentre altre fonti attribuiscono il nome al ritrovamento di un asino affogato durante un'inondazione.

Villaggio Costanzo Ciano
Villaggio Costanzo Ciano

Durante la prima guerra mondiale al Trullo nascono i primi insediamenti industriali.

Maccaferri Gaetano nel 1917 acquista e bonifica un terreno dove insieda un fabbrica di filo spinato per la difesa bellica.

Il 5 aprile 1939 l'istituto autonomo fascista delle case popolari acquisisce il terreno per realizzare 336 alloggi per i coloni Italiani rimpatriati dalla Francia, Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia.

In piena politica autarchica il regime realizza la borgata Costazo Ciano.

Il 27 ottobbre 1940 in occasione del XVIII anniversario della marcia su Roma il duce visita la borgata e lui stesso affermò: "Queste case sembrano caserme piu' che abitazioni". Con la caduta del fascismo la borgata prese il nome Duca d'Aosta e solo successivamente si chiamo' Borgata del Trullo. L'abusivismo edilizio degli anni 60' generò un agglomerato di case poste di fronte al progetto urbanistico fascista. 

 Oggi il Trullo da Borgata si è trasformato in una zona multietnica, l'integrazione sociale e' ben visibile a tutti.

Saluti e cordialita' fanno parte della quotidianita' dei residenti.

I commercianti rappresentano un pilastro della zona, per esempio la Famiglia Menichelli ha un negozio da 10 lustri, così mi racconta il centenario signor Duilio.