Garbatella parte terza: dal bar dei Cesaroni alla Chiesoletta

Il bar dei Cesaroni

bar dei cesaroni
Il bar dei Cesaroni

Ora che vi ritrovate a piazza Biffi, fra gli Alberghi Suburbani, ripercorrete a ritroso via Cardinale Massaia, Piazza Michele da Carbonara e via Roberto de Nobili. Camminate fino in fondo a quest’ultima via fino a che non sarete giunti a Piazza Giovanni da Triora, luogo storico della Garbatella che è diventato celebre per un motivo meno storico e più attuale: qui infatti domina la piazza il bar dei Cesaroni, la nota fiction. Non stupisce che questa piazza sia stata scelta come set televisivo: l’insieme è davvero gradevole e ricomprende quello che è il vero carattere del quartiere, la popolare artisticità così caratteristica della borgata-giardino che la distingue nettamente dal resto della città.

In piazza Giovanni da Triora non sono di casa solamente i Cesaroni: c’è anche il teatro Ambra alla Garbatella, sicuramente fra i nuclei culturali più importanti della Garbatella.

Il lotto 24: le casette modello

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Scorcio di una "casetta modello" del lotto 24

Dopo esservi lasciati alle spalle il bar delle celebrità, in fondo alla piazza sopra citata si ritorna a respirare un’aria antica con i villini del lotto 24. Compresi fra via Cristoforo Borri e via De Jacobis, sono stati chiamati anche “casette modello” proprio perché esprimono più compiutamente la modalità di costruzione delle case popolari della Garbatella. Nel lotto 24 si contano 13 palazzine, circondate da cortili interni che di fatto rendono il complesso abitativo un tutt’uno omogeneo e riconoscibile. Le palazzine vennero erette nel 1929, a margine del Congresso Internazionale delle Abitazioni e Piani Regolatori, con il quale venne indetto un bando che obbligava al rispetto di certi parametri temporali, realizzativi ed economici: si voleva infatti mostrare che con sole 8000 lire dell’epoca fosse possibile costruire delle palazzine funzionali in un progetto omogeneo. I nomi dei progettisti oggi si possono leggere attraverso dei marmi posti di fronte agli ingressi dei villini; si può ben dire che la realizzazione del lotto 24 ebbe successo, al punto che ancora oggi si caratterizza come un caso di studio, una sperimentazione architettonica riuscita.

 

La Chiesoletta

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La Piazza di Sant'Eurosia

Il lotto 24 si affaccia sulla piazza di Sant’Eurosia, un altro dei luoghi più caratteristici del rione. In essa si trova in primis l’arco entro il quale Nanni Moretti entra, nel suo noto tour in Vespa della Garbatella in “Caro Diario” (l’ingresso di via Antonio Rubino)

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La Chiesoletta

Ma il fulcro della piazza è soprattutto la Chiesoletta, ovvero la Chiesa dei Santi Teodoro ed Eurosia. Essa si colloca in una posizione dall’alto valore simbolico: era parte integrante del percorso che i pellegrini nel Medioevo svolgevano su via delle Sette Chiese; nel Cinquecento, inoltre, si racconta che nei suoi pressi si incontrarono i santi San Filippo Neri e San Carlo Borromeo: l’avvenimento è ricordato da due medaglioni di marmo con le effigi dei due santi posizionati sulla parete delle chiesoletta. Al sacro si affianca il profano, poiché proprio in mezzo ai medaglioni fa da terzo ironico incomodo una meridiana che inneggia al buon vino.

La chiesoletta fu costruita nel 1818 per iniziativa del Monsignor Nicolai e ristrutturata dall’architetto Giuseppe Valadier (colui che ideò la “scenografia urbana” del Pincio e di Piazza del Popolo), il quale vi aggiunse il pronao, e nel portico sono inoltre presenti tre bozzetti in gesso che vengono attribuiti addirittura ad Antonio Canova.